Un giorno come me

Un giorno come me

Vi è mai capitato di guardare la vostra vita dall’esterno e ripercorrerla minuto per minuto? Una sorta di replay, con tanto di moviola.
Bene, io ci ho provato, e dopo pochi minuti ci ho rinunciato. Vita troppo, troppo complicata.

Dovessi spiegarla a qualcuno, scoppierei a ridere. Insomma, non sono capace a raccontarla a me stessa!

Immagini, suoni, eventi, fotogrammi di una vita piena, ma per me vuota in realtà. Ho deciso di chiudere tante, troppe porte nella mia vita,
a volte pentendomene amaramente, a volte ripensandoci, anno dopo anno, per convincermi sempre più che quella davvero fosse stata la scelta
più consona.

Ho superato salite assurde, ripide, cadendo più e più volte, ma rialzandomi ogni volta, seppur con ginocchia e gomiti un po’ sbucciati.
Ho avuto però sempre la dignità di camminare a testa alta, consapevole di ciò che ero, e di ciò che sono.

Ho chiuso porte, e me ne hanno chiuse in faccia altrettante. Ho dato alla luce dei progetti che mi hanno soddisfatta tanto, ma che, per cause
fuori dal mio controllo, hanno cessato la loro esistenza dopo alcuni anni.

Ho avuto la fortuna di essere riconosciuta e salutata per strada, non per essere “la figlia di”, “la sorella di”, ma perché davvero c’era
gente che credeva in me e nelle mie potenzialità.

C’era gente che realmente seguiva i miei monotoni, monotonissimi scritti, i miei articoli, i miei traguardi.