IL TRENO DEL RESPIRO -CAP.9/ PENSIERI E COLORI

9- PENSIERI E COLORI

Fu una notte interminabile, in cui due pensieri e colori forti si giocavano la mia mente.

Da una parte, la felicità per ciò che era accaduto nella stanza accanto

(a un certo punto, sentendo un pacifico silenzio, avevo sbirciato attraverso la fessura della porta e mi ero emozionata nel vedere il bacio tra Sophia, la mia “sorellina acquisita” e Goran).

Dall’altra, il tormento risorto dalle ceneri di Nova Gorica, portato alla luce dai mosaici luccicanti che quella notte avevano conciliato il mio sonno.

Mi giravo e rigiravo nel letto cercando inutilmente di scacciare quei pensieri.

Riuscii a placare quell’altalena devastante solo uscendo dall’albergo per fare una passeggiata.

Ripercorsi la strada illustrataci da Goran, e solo risentendo da sola quegli echi silenziosi.

Capì appieno le sofferenze, i traumi di un giovane bambino che usciva a giocare.

Inconsapevole dei fili elettrici e delle bombe inattive nascoste sotto i suoi piedi.

Quell’asfalto che lo separava da una voragine di desolazione, che solo una Guerra Sanguinaria è capace di generare.

E a distanza di anni si respirava ancora quella tensione, l’odore acre di quella miccia pronta a esplodere, in una città che, se osservata nel profondo, aveva al suo interno.

Tre diverse realtà sul filo sottile del conflitto a ogni minimo incrocio di sguardi.

Una città dove tutte le credenze e i tabù creati da chi vive al di fuori di quel paese, crolla in un lampo.

Attraversai il ponte sul fiume Miljacka, intriso ancora dell’aria di quell’assassinio, e mi addentrai sempre più nella parte antica della città, dove il mescolarsi di quei popoli così diversi diventa più evidente: Bascarsija.

(continua…)