IL TRENO DEL RESPIRO -CAP.6 /PROFUMO DI PASSATO

PROFUMO DI PASSATO

Il passato che ritorna.

Quell’intensa notte colma d’emozioni sembrava non passare mai; dopo quel lungo sfogo con Sophia (il cui abbraccio fu caldo come quello di una sorella ritrovata) mi addormentai.

Ma quel sonno durò poco.

I miei occhi si riaprirono fissando quel paesaggio oltre la finestra, fino a quando il sole non spiccò timidamente da quegli immensi fari di mattoni e vetro.

Sophia era ancora beatamente persa nel mondo dei sogni.

Anche a lei la notte però aveva provocato qualche turbamento.

Per dieci minuti non ha fatto altro che girarsi e rigirarsi nel letto.

Tornai nella mia stanza a prendere la borsa, mi rivestii e scesi al piano di sotto per la colazione.

Salutando per l’ultima volta (?) quei mosaici scintillanti che si mostrarono in tutta la loro bellezza.

Arrivai nell’ingresso, e la signora Maria, con un calore quasi materno, m’accompagnò alla sala della colazione.

Una sala dominata da un lunghissimo tavolo pieno di deliziose pietanze e bevande.

Ordinai un caffè macchiato e molto elegantemente presi una brioche al cioccolato, la mia preferita; quando me lo portò, la signora Maria mi osservò per un istante e disse:

Lei ha la tipica espressione di chi è stata costretta ad abbandonare la persona più importante della propria vita perché voleva che fosse sempre felice”.

In quell’istante mi resi conto che anni di studio, di libri di psicologia non era niente paragonati all’esperienza che acquisisci col tempo.

Maria si prese un caffè, si sedette accanto a me ed iniziò a raccontare della sua vita.

Soprattutto di quell’uomo dal quale fu separata a causa della guerra e che la fine della stessa guerra, dopo anni, gli riportò indietro.

Stavolta per non dividerli più.

Quell’uomo si nascondeva di primo mattino dentro ad una piccola cucina a preparare prelibatezze per chiunque fosse loro ospite.