IL TRENO DEL RESPIRO -CAP.4 /CONFINE TRA VITE (parte 2-Nova Gorica)

Nova Gorica: un nuovo inizio

Nova Gorica, Slovenia, un piede nell’Est Europa.

Un sogno, un desiderio incomprensibile e particolare che si realizza.Mi ero lasciata dietro quel Paese che per tanti anni aveva raccolto gioie, emozioni.

Ricordi di vita, ma anche dolori, sofferenze.

Per la prima volta vidi in faccia il mio passato, lontano ma forse ancora troppo vicino.

Diviso da me solo da alcuni blocchi di cemento grossi quanto i vasi da fiore della mia casa alle porte di Parigi.

Così vicino da poter sentire le urla delle mie “creature colorate”, che piangevano il mio addio così improvviso e doloroso.

Sarei rimasta a osservare quella stazione, quella piazza che mi separava dal mio paese.

Quella culla che mi accolse venticinque anni fa donandomi tanto, ma dentro di me sentivo un qualcosa di piccolo, quasi insignificante.

Un qualcosa che sentivo di dover cercare altrove, lontano dai colori che avevano fatto di me quella che sono.

Un qualcosa che mi avrebbe reso completa e, forse, finalmente felice.

A un certo punto feci un cenno a Patty e, borse in spalla, ci muovemmo da quella piazza verso ovest, costeggiando un recinto.

Intriso dell’odio dovuto ad anni di guerra tra due figli della stessa madre.

Figli che due padri diversi assetati di guerra e sangue avevano deciso di mettere uno contro l’altro, infettando odio e distruzione

Due figli che pur cercando d’incontrarsi, non riescono ad abbracciarsi del tutto.

Facemmo un giro per la città, con molte soste in bar e osterie.

Alla ricerca di un posto dove trascorrere la notte .

Senza essere cacciate fuori e additate come “zingare” da quelli del posto.

Dopo ore di camminata, trovammo una piccola locanda nel cuore di Nova Gorica, gestita da una signora italiana…

Un piccolo porto sicuro in un mare di mistero.