IL TRENO DEL RESPIRO -CAP.4 /CONFINE TRA VITE (parte 1)

Cuori al confine

Al confine su quel treno non c’era quasi nessuno, come se quel tratto di rotaia fosse maledetto.

Io e Sophia occupammo il primo spazio da quattro sedute, buttandoci a peso morto ed occupando due posti a testa.

Mentre Sophia si stese guardando il soffitto immaginando chissà quale cielo fantasioso, io mi accomodai.

Presi il mio taccuino-diario e ricominciai ad annotare e studiare tutte le espressioni del suo viso,cercando di conoscere la mia compagna di viaggio senza utilizzare la parola.

Quegli occhi nascondevano più dolori di quanto si potesse pensare, e solo una mente attenta e scrupolosa poteva vederlo.

Ogni tanto sollevavo lo sguardo, e osservavo dalla finestrella del treno i paesaggi che scorrevano davanti ai nostri occhi.

Tutti ostacoli superabili che ci avvicinavano sempre più alla nostra prima tappa: Gorizia.

Confine tra due mondi,due vite: il passato e il futuro, in quella città si separavano e univano allo stesso tempo.

Un deserto di tralicci e scatole di metallo emergeva dalle rotaie cercando di divorare le nuvole bianche che giocavano a nascondino nel manto azzurro.

Questa fu l’accoglienza che ci diede Gorizia/Nova Gorica.

Un mondo dentro due nazioni per anni in perenne conflitto tra tradizioni,poltiche,culture.

Due facce della stessa medaglia che non avrebbero dovuto mai essere uguali.

Scendemmo dal treno e nessuna discesa fu più spettrale, benché sia io sia Sophia, nelle nostre vite, avessimo viaggiato tanto.

Era domenica, primo mattino, poca gente alla stazione ma capace di squadrarti dall’alto in basso, con la curiosità di un bambino, ma intrisa d’odio e paura.

Come due anime vaganti, ci trascinammo velocemente fuori dalla stazione schivando quei volti cupi e scuri.

Ci trovammo in una grande piazza, l’unico punto in cui due città s’incontravano: la nota Piazza della Transalpina.