The Great Wall, film kolossal dagli effetti speciali e poco più

Dopo Transformers 4 – L’Era dell’Estinzione (2014), nuova collaborazione cinematografica fra Cina e Stati uniti

Se vi piace il genere, è un film che vale la pena vedere al cinema. Zhang Yimou dirige la sua prima produzione in lingua inglese. Ambientato (e girato per intero) in Cina, il film ruota intorno al ruolo di difesa della Grande Muraglia. I nemici però non sono umani, ma mostri verdi chiamati Taotie, che ogni 60 anni minacciano la razza umana.

William (Matt Damon) e Pedro ( Pedro Pascal) sono due mercenari giunti in Cina dall’Europa in cerca della “ polvere nera” (la polvere da sparo per intenderci). Sti du poveri disgraziati, nella loro fuga da una bestia sconosciuta (per ora), si trovano bloccati dalla Grande Muraglia e vengono catturati. Da qui lo sviluppo della trama è facilmente prevedibile, motivo per cui ho trovato la storia abbastanza banale.

Buona l’idea della comunicazione fra gli individui di Taotie attraverso le vibrazioni di una membrana posta sulla testa. Mi ricorda molto Jurassic Park. Gli effetti speciali sono veramente degni di nota. Tralasciando la trama, The Great Wall offre un vero spettacolo per gli occhi. Ho trovato gli accostamenti cromatici e la cura dei dettagli delle armature davvero strepitosi.

Scenografie e coreografie compensano adeguatamente l’inconsistenza della storia, trascinano lo spettatore lungo tutta la durata del film. A  questo si uniscono musiche dal tono marziale e trionfale dove a farla da padrone sono i ritmi battuti sui tamburi, forte richiamo alla cultura orientale. Delusi resteranno gli spettatori più romantici per l’assenza della storia d’amore, così come la conosciamo, fra William e l’intrigante generale Lin.

Da un regista come Zhang Yimou probabilmente ci si aspettava qualcosa di più, magari al livello de “La foresta dei pugnali volanti “ o “Lanterne rosse”. Il risultato è un classico epic movie all’americana dal grosso impatto scenico e nulla più.

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