SILENZIO O SFOGO? L ETERNO DILEMMA DI UN CUORE TORMENTATO

Sapete quale è il punto? Che spesso avvengono delle situazioni nella propria vita in una maniera così terribile, così drastica che, per concluderle in fretta, si tende quasi a dimenticarle.

Oggi ho avuto modo di ripensare ad un qualcosa di brutto, di molto brutto capitato nella mia vita, anche se in realtà gli episodi brutti della mia vita sono stati fondamentalmente due. E parlandone per la prima volta con l’ultima persona che avrei voluto lo sapesse, mi sono sentita inutile. Inutile a me stessa, inutile agli altri, anche se probabilmente la mia storia potrebbe anche essere di supporto a qualcuno.
Eppure dovrei essere orgogliosa di me, di essere riuscita a sopravvivere, a vivere, di essere uscita allo scoperto riuscendo, finalmente, a parlare, riscoprendo sentimenti che invece credevo non avrebbero più riempito la mia vita.
Perché ci si vergogna di episodi negativi quando, magari, sono stati provocati da qualcun altro? Perché ci si vergogna a raccontare quanto duro sia stato superarli, nella totale solitudine, nel completo silenzio?
Perché si teme che la gente poi possa giudicarci e non invece capire quanto duro sia sopportare alcune situazioni ed uscirne indenni?
Spesso, si pensa che sia meglio tacere sulle proprie esperienze negative, spesso si arriva addirittura a pensare che sia meglio sparire piuttosto che avere poi il coraggio di guardare negli occhi la persona con cui ci si è messi a nudo. Io avrei voluto farlo, a volte vorrei farlo, avrei preferito sembrare solo una persona spensierata, e mai, mai avrei voluto desiderare di essere vista come quella persona che dietro quei sorrisi, nasconde anni ed anni di tristezza velata.
Mai avrei voluto rendere partecipi delle persone dei miei fallimenti, perché per me le esperienze negative non sono altro che questo.
Secondo voi come dovrei comportarmi?