Tepito e Santa Muerte: viaggio all’interno del Messico

Tradizioni e culti nel barrio bravo di Tepito

di Margherita Giacovelli

Tepito e la sua storia.

Sono stata sempre affascinata dal Messico e dalle sue particolarissime tradizioni.

Considerata da molti il covo di narcos e di delinquenti, la tana dei fuorilegge e degli anarchici.

In realtà,forse,l’unico (o comunque uno dei pochi quartieri) ad aver mantenuto intatta la propria identità, le proprie culture e il proprio culto.

Tepito è nota anche come “barrio bravo” di Città del Messico, ed è una città che ha visto emergere molti pugili e ballerini di salsa e cumbia divenuti famosi a livello internazionale.

A Tepito non si parla solo spagnolo ed inglese, ma si parla una lingua particolare, fantasiosa quasi, il tepiteño.

Considerato un quartiere di commercianti, è anche un quartiere sempre in lotta per la resistenza contro le imposizioni esterne.

E’ considerato anche come il quartiere popolare più famoso, sia per gli episodi di cronaca relativi a furti, sparatorie, e traffico e vendita di droga ed armi, ma soprattutto per via del culto della Santa Muerte.

Una santa che, finalmente dal 2001 possiede un altare a lei dedicato (in via Alfareria), e che ha attirato ed attira ancora migliaia di devoti.

La Santa Muerte è una figura scheletrica dai capelli lunghi e bianchi (o neri) e rappresenta, appunto, a morte, con in mano una bilancia, il mondo ed una falce.

Prima della costruzione dell’altare di Doña Queta, i fedeli potevano celebrare il proprio culto solo in cortili privati.

L’accesso agli sconosciuti era limitato, se non proprio vietato, quindi si svolgeva come un culto quasi clandestino e veniva associato al mondo della delinquenza.

(Si diceva che i ladri e le prostitute chiedessero perdono o protezione avanti alla statua della Morte prima di commettere qualche atto illecito).

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(cosa ne pensa la Chiesa cattolica a riguardo? La risposta nella pagina seguente)