Road to Cardiff: le quattro pretendenti al trono della Champions League

Champions League semifinali

A.S. MONACO

Che bella la squadra di Jardim! Giovinezza, talento e propensione offensiva mescolati in un unico indigesto mix che si è rivelato letale per il Borussia Dortmund. Il Monaco è la grande novità, è la gioventù che avanza dall’isola d’oro del Principato. Nel doppio confronto con i teutonici, sono state ben sei le reti realizzate, a fronte delle tre subite.

La stella più luminosa dei monegaschi è Kylian Mbappé: il piccolo talento, classe 1998, è già stato accostato ai grandi nomi del passato, uno su tutti il fenomeno Ronaldo. I quattro gol realizzati nel doppio confronto con la squadra tedesca paiono, per il momento, reggere il confronto, ma al ragazzo va dato il tempo di crescere e consacrarsi. Per questo, al suo fianco, vi è un baluardo del gioco offensivo, un uomo che, negli ultimi anni, ha terrorizzato le difese di mezza europa: Radamel Falcao.

Naturalmente un simile potenziale offensivo va adeguatamente supportato: Lemar e Bernardo Silva paiono perfetti per questo compito. Tra queste due anni coesistono passato e futuro del centrocampo francese: Joao Moutinho, portoghese capitano e simbolo di questa squadra, è affiancato dal giovanissimo Bakayoko, un altro talento che in futuro farà parecchio parlare di sé.

Dietro, purtroppo, la squadra di Jardim comincia a scricchiolare: complice la fortissima propensione offensiva, quasi di stampo zemaniano, la difesa è il reparto apparso più in difficoltà durante questa stagione. Gli esterni sono affidati ad altri due baldi giovani: Traoré e Mendy. I centrali sono due vecchie conoscenze della Serie A: l’ex capitano granata Kamil Glick e l’ex Bari Andrea Raggi. A insidiare la loro titolarità c’è il brasiliano Jemerson. A guardia della porta vi è l’ex Chelsea Subasic.

Nonostante il rapporto età\qualità sia il migliore in questa edizione della Champions, il Monaco pecca di esperienza, e le vertigini potrebbero giocare un pessimo scherzo alla squadra monegasca. Oppure, permetterle di spiccare definitivamente il volo.
Prima, però, c’è da superare il muro bianconero.