PERLE DI “TEATRO”: quel genio di…

Quel genio di…

Non molto tempo fa ho conosciuto una “persona” (utilizzo le virgolette per ovvi motivi).
Questo “tizio” aveva una figura grottesca. Per comodità lo chiameremo M.
M. aveva un accenno di barba e dei capelli non ben definiti e si divertiva a mandare sue foto e messaggi con cuoricini alle ragazze fidanzate pensando di essere dolce e dicendo frasi come “Sono stato adottato ed ho avuto un’infanzia difficile quindi mettiamoci insieme”.
Pensava di essere bello e figo. Pensava di essere furbo. Pensava di essere geniale. Si chiamava addirittura in terza persona, magari definendosi da solo magari con appellativi come “un pazzo scatenato” oppure “un oratore”. Lasciamo perdere il fatto che, al sentire il suo autocelebrarsi Cicerone e Seneca, due tra i più grandi oratori latini, sono resuscitati soltanto per andarsi ad impiccare od a bere la cicuta.

C’è da dire, però, che M. era un anticonformista. Si, una persona che motivava gli altri a fare il proprio lavoro e, magari, se ne lamentava pure.

Sicuramente tutti staranno piangendo, commossi dalla tua assenza…

Sicuramente adesso tutti staranno piangendo per queste parole di commiato. Un compito ingrato quello di dover scrivere il tuo discorso d’addio.

Sappi solo che, in questo momento, piangiamo tutti…

Dalle risate…

3 thoughts on “PERLE DI “TEATRO”: quel genio di…

  1. Non lo definirei propriamente uomo… Uhm… individuo semmai. Ecco, si, è il termine giusto. Un essere biologicamente indefinito viene chiamato tale, in fondo.

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