Quando perdere l’autobus diventa un vantaggio.

Quando perdere l'autobus diventa un vantaggio

Perdere l’autobus a volte non è così grave.

Una parmigiana mattina autunnale, mi dovevo recare nella zona del centro storico per incontrarmi con un collega. Conoscendo la ressa mattutina, cerco di uscire con un buon anticipo. Il buon proposito va in porto. Ma mentre percorro il tratto che separa la mia abitazione dalla fermata, ecco passare l’autobus che mi serviva prendere. Damn! Anche a farmi una corsa, non ci sarei arrivata. Ero in anticipo e decisi di andare a piedi. La camminata non poteva farmi che bene.

Camminai senza fretta, prendendo il mio tempo, e l’aria freddina di ottobre mi pizzicava le narici. Gli alberi avevano già iniziato a cambiare il loro colore e a perdere le foglie. Qualche fagiano zampetta fra l’alta erba, mimetizzandosi con i tappeti di foglie secche. Mentre un po’ più in là, ho la fortuna di vedere un paio di capriolini che pascolano placidamente, incuranti delle persone che percorrono il Lungo Parma.

Fra chi va in bicicletta, chi corre e chi passeggia con il cane, arrivo in centro all’incrocio con Via Mazzini. L’appuntamento è verso Borgo S. Francesco, a me sconosciuto. Avevo già un’idea di dove fosse, ma invece di prendere la strada più semplice e veloce, ho iniziato a girare per le strade che meno conoscevo. Così ho scoperto nuovi vicoli, passando da Piazza Duomo e dalla Chiesa di S. Giovanni Evangelista. Camminando lungo Borgo del Correggio e tornando indietro per Borgo Retto (non ridete). Fino a Piazza Salvo D’Acquisto, dove vi è la Casa del Suono. Da lì a Piazzale S. Francesco sono due passi.

One thought on “Quando perdere l’autobus diventa un vantaggio.

  1. Articolo meraviglioso!!!! <3 anche io amo fare queste camminate...e a volte volutamente non prendo il bus <3

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