PERLE DI TEATRO…lo strano (buffo) caso di Gianfrancangelo Genovesi

Salve dottore,io sono venuto da lei perché la mia vita sta diventando impossibile…ah mi scusi,intanto mi presento: piacere, Gianfrancangelo Genovesi.

La prego,non cominci anche lei a ridere per il mio strano nome,ma è mia madre Assunta che me l’ha dato unendo i nomi dei suoi genitori,ossia i miei nonni materni: Gianfranca ed Angelo.

Comunque,le dicevo,ho 43 anni e sono di un piccolo paesino in provincia di Brindisi,talmente piccolo che si conoscono tutti e si sa tutto,ma proprio tutto,e io negli ultimi anni sono diventato lo zimbello del paese.

Le spiego,una volta una zanzara mi si è posata sulla fronte,e io con la mano destra l’ho schiacciata e lei è morta stecchita…mi dirà lei,nulla di strano…eh no,da quel giorno io più volte durante il giorno mi batto la mano contro la fronte ,anche in maniera abbastanza decisa,come se avessi sempre la sensazione di aver un insetto o un qualcosa di piccolo e fastidioso sulla fronte. Arciderbolina.

Sì è vero,dottore,che quel gesto lo si fa anche quando abbiamo qualcosa in mente e non riusciamo magari a trovare le parole,e allora si cerca di scuotere la mente…ma questo non è il mio caso,dottore; vede,io faccio l’insegnante da 20 anni…si rende conto,20 anni, e mai mi è capitato di non trovare le parole per esprimere un concetto. Arciderbolina.

Pensi che all’età di 8 anni mi sono fatto regalare un vocabolario e me lo sono letto tutto in una settimana…poi mentre i miei compagni leggevano i fumetti io leggevo il libro di teoria grammaticale italiana e scrivevo piccoli aneddoti su come esprimersi in italiano correttamente.

Mi sono laureato in Letteratura Italiana con il massimo dei voti possibili,e mia madre era fiera di me: lei mi ha cresciuto da sola, perchè mio padre è andato in guerra e non è più tornato; io potrei permettermi una casa tutta mia,ma resto con lei per non lasciarla sola…e,ripensandoci, forse è per quello che nessuna donna del paese si è mai avvicinata a me,forse per paura della gelosia di mia madre.

Ma lei è un angelo,anzi mi dice sempre : “Gianfri, amore di mamma,lo sai che ti amo più della mia vita,ma una fanciulla dolce che ti voglia bene non la vuoi trovare? Renderesti felice mamma tua,e i nonni da lassù ti proteggeremo”; purtroppo sono io che non riesco a staccarmi,sono talmente convinto che nessuna donna possa essere bella,dolce e amorevole come lo è stata e come lo è ancora la mia mamma”.

In realtà,dottore,ora che mi ci fa pensare io c’ho provato ad avvicinarmi ad una donna una volta: ero all’università,ultimo anno di Letteratura,durante un appello d’esame conobbi Carmela,una meravigliosa studentessa leccese che mi fece perdere la testa…se l’avesse vista,dottore, arciderbolina avrebbe perso la testa anche lei: capelli rosso fuoco,due occhi verdi come due smeraldi e…arciderbolina…due seni da far girare la testa…e lei si divertiva pure a metterli in vista con magliettine superaderenti.

Un pomeriggio che ero in biblioteca,lei mi si avvicina e mi chiede di aiutarla per la tesi (lei era molto brava,ed era riuscita a finire tutti gli esami con ottimi voti); io, già partito in quarta,mi metto in moto per aiutarla,e ci sediamo a scrivere.

Dopo 10 minuti, arciderbolina,lei si alza e con il dito mi intima di seguirla…e finiamo dentro il bagno della biblioteca.

Lei fa per spogliarmi…ed io preso dall’agitazione…di nuovo a battere la mano contro la fronte…lei,dottore,può facilmente intuire che questa ragazza se n’è andata via. E ha fatto girare la voce. E da allora nessuna ragazza mi si è avvicinata più.

Poi,dottore,le voleva porre un’altra domanda….ho sentito spesso qualcuno del mio dire rivolgendo lo sguardo verso di me “menomale che ha la testa attaccata al collo..perchè se non la fosse la lascerebbe da qualche parte”…cosa vuol dire,dottore? Che sono malato? Che ho dei problemi mentali? Me lo dica dottore,la prego…..ecco che ricomincio (mano che sbatte sulla fronte)….AIUTO!!!!