PERLE DI TEATRO…..la storia del giovane fabbro Aristide

 ARISTIDE

Io sono il giovane Aristide,fabbro di 20 anni..

Da 10 mi sento vecchio dentro. 10 anni,un macigno che mi pesa ogni anno sempre più sul cuore.

Il macigno del vivere 10 anni della propria vita senza un papà.

Era una giornata d’estate del 2007,faceva molto caldo nelle campagne vicino a Napoli…la mia casa è vicina al laboratorio del mio papà .

Fa il fabbro ed io lo aiuto nel suo lavoro.

Corro lungo la strada al laboratorio del papà… una macchina scura viene dalla parte opposta e si ferma  dal laboratorio…

Scendono tre uomini…poi tre spari, e il mio povero papà,che giace sulla sedia.

Morto.Con un segno sull’occhio.

Mi ricordo che da quel giorno chiudo spesso l’occhio sinistro,come se l’avessero fatto a me quello sfregio…

Da quel giorno sono cresciuto in fretta e sono diventato un uomo,e volevo essere l’unico “marito” di mia madre.

Dopo la morte del mio papà,  mia nonna mi disse una frase molto importante…’chi si fa i fatti tuoi campa 100 anni…e i fiori neri crescono sempre rigogliosi’;

Mi raccomandò anche a chiunque mi chiedesse qualcosa  sulla mia famiglia di rispondere sempre: “Che ne so io…Io non so mai niente”

Mi prendo cura del mio fratellino Leopoldo, perchè mia madre si vede con un uomo,Nunzio,che vuole prendere il posto del mio papà.

Un anno dopo la morte di papà, mi ricordo di una forte litigata con mia madre; Nunzio non si sentiva amato.

Tornando al mio tic,quello dell’occhio sinistro…

Me ne vergogno un po’ tanto che tendo a chiudere entrambi gli occhi per non apparire agli altri uno poco normale.

Per fortuna c’è una persona con la quale non mi vergogno di questo segno lasciato dal destino: Fiorenza,ed è la mia “ragazzina”; mi ha raccontato che la faccio ridere,mi trova simpatico e molto dolce.

E io le voglio tanto bene.

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