PERLE DI CREATIVITA’ TEATRALE: il personaggio di Stanislao

La storia di Stanislao

Mi chiamo Stanislao…il mio cognome? Non ce l’ho. O forse ce l’ho ma nessuno lo conosce, quindi non me l’hanno potuto dire.

Io mi ricordo solo che da bambino sono cresciuto in un edificio spoglio, povero, con un grande giardino in mezzo e circondato da tante donne vestite di nero.

Uomini con addosso delle cose che sembravano quasi dei secchi di iuta,con in vita una specie di corda (mi hanno poi spiegato che si chiamava saio).

Quell’edificio così spoglio era la mia casa e la mia scuola,dove studiavo e ho scoperto la mia passione più grande: quella per la medicina

Quando fui più grande (ero un adolescente ,quasi un giovane uomo) nel monastero conobbi un giovane dottore all’epoca: si chiamava Dott.Heinrich Zimmer,e suor Augusta mi disse che era un neurologo,ossia uno che curava il cervello delle persone.

Quasi ogni settimana il dott.Zimmer veniva nel monastero a visitare degli strani individui che stavano nascosti all’ultimo piano (infatti mi ricordo che da piccolo,essendo un bimbo curioso,volevo salire fino in alto per “toccare il cielo “- dicevo – ma suor Margaret mi bloccava sempre e mi aveva vietato di non salire fino lì…solo adesso capisco il perché) e che facevano facce e si muovevano in modo molto strano e a volte anche un po’ buffo.

Mi stava simpatico quel dottore e mi piaceva come visitava quegli uomini e quelle donne così strane.

Cominciai a fargli domande: all’inizio le suore non erano molto d’accordo,ma il dottor Zimmer fu contento e disse loro che potevo chiedergli tutto quello che volevo sapere sul suo lavoro.

E pian piano dal semplice osservarlo mentre lavorava,arrivai quasi ad assisterlo.

All’età di 20 anni lui stesso m’indirizzo verso un’università prestigiosa di Monaco di Baviera, dove studiai per diventare anche io neurologo specializzato in pazienti affetti da varie forme di demenza; dopo sei anni mi laureai meritatamente in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti (Suor Augusta ha appeso la mia pergamena di laurea nella chiesetta del monastero e a guardarla le brillano gli occhi e si commuove da tanto è fiera di me) ed iniziai un percorso di Specializzazione per occuparmi di Neurologia ed in particolare sulle varie forme di demenza; un anno dopo mi venne affiancata una bellissima laureanda: si chiamava Christina, e di lì a poco sarebbe diventata la mia fidanzata, e dopo 4 anni, mia moglie.

Dopo esserci sposati andammo a vivere subito insieme in una bellissima casetta appena fuori Monaco,a pochi metri di distanza dal centro neurologico che avevo aperto ormai 2 anni fa.

Vivendoci a fianco 24 ore su 24,mi accorsi però che qualcosa in Christina non andava: infatti tutte le notti sentivo dei rumori strani,passi, a volte urla,senza capire da dove provenissero. Poi mi accorsi che quell’ombra che si muoveva nel buio era mia moglie,i passi e le urla erano quelli di mia moglie,che di notte diventava un po’ come quegli strani individui rinchiusi che avevo osservato da ragazzino insieme al dottor Zimmer.

All’inizio pensavo che l’episodio di quella notte fosse isolato,ma mi resi conto che questo accadeva tutte le notti,mentre di giorno Christina era normale,la moglie meravigliosa e colta di cui mi ero follemente innamorato.

L’amavo alla follia,e stavo male a vederla così,ma come potevo farglielo notare senza che lei la prendesse a male? Era dura,ma dovevo farlo.

Così un giorno con la scusa di chiederle un parere per dei nuovi arredi e per dei nuovi macchinari che avevo acquistato,le feci uno dei test che mi aveva spiegato il dottor Zimmer per capire se un determinato paziente soffre di demenza…e il responso che ebbi fu devastante: demenza giovanile notturna.

Con quella diagnosi persi mia moglie per sempre: quello stesso giorno,infatti,uscita dal mio centro,non tornò a casa,ma partì: gli abitanti del paese mi dissero che l’avevano vista prendere il treno per Oslo…ecco ,prevedibile , stava andando dalla sorella,Tatiana.

Ci siamo incontrati solo una volta io e Tatiana, il giorno del matrimonio mio e di Christina,ma è stato sufficiente per provare un odio reciproco l’una per l’altra: Christina sposando me, avrebbe fatto morire di crepacuore suo padre e questo lei non me l’avrebbe mai perdonato.

A distanza di anni,venni anche a sapere che quello non fu l’unico motivo per cui mia moglie se n’era andata via da me: Brigitte,la vecchia più acida e pettegola di tutto il paese ( da cui imparai purtroppo l’imprecazione “vacca marula” che lei aveva ereditato da alcuni suoi parenti italiani), mi disse che un giorno mia moglie mi stava spiando fuori dal laboratorio e mi avrebbe visto in atteggiamenti teneri con Irina,la mia assistente ( era lei però che si era invaghita di me….io sono sempre stato innamorato di mia moglie).

Adesso racconto a tutti la storia mia e di mia moglie,per chiacchierare e fare amicizia.

4 thoughts on “PERLE DI CREATIVITA’ TEATRALE: il personaggio di Stanislao

  1. E’ una storia davvero bella, mi ha ricordato un libro che lessi un pò di tempo fa… Appena lo ricordo te lo dico…

    1. Ed è tutta farina del mio sacco…Sono partita dalle informazioni ottenute mediante il gioco fatto a teatro e ci ho cucito addosso una storia

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