Cucina con intervista : Parliamo con… Chef Rubio,

 

Cucina questa settimana a STUDENT’S GENERATION.

Questa settimana, costellata da interviste davvero succulente, abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistare il “cuoco tatuato” più famoso della TV, Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio.

Come anche riportato sul suo sito internet, è un autentico fenomeno mediatico consacrato al successo dal format ‘Unti e Bisunti’, serie TV-cult dedicata allo street-food, in onda per la prima volta nel 2013 su DMAX (canale 52 dtfree) e prodotta da Pesci Combattenti.

Chef Rubio è considerato il cuoco anticonvenzionale per eccellenza, conosciuto prima per la sua carriera da rugbista professionista, poi per il suo stile eclettico, che ha riversato in cucina. Una personalità forte, sempre in viaggio, spinto dalla curiosità di apprendere sia la cucina street food, vagando alla scoperta di mercatini, sia applicandosi per la preparazione di piatti stellati.

Chef, come è nata la tua passione per la cucina?

E’ nata proprio in cucina, stando come tanti altri dietro ad un tavolo, come qualsiasi altra persona, ed ho scoperto così quale fosse la mia vera indole. Ho scoperto l’amore per il cibo e quanto volessi imparare a mangiare sempre meglio, e tutto questo mi ha portato a pormi delle domande. Quindi ho deciso di specializzarmi, per capire tutto ciò che c’è dietro alla preparazione di un piatto.

Ultimamente hai fatto anche un film andato in onda per DMAX: come è nata l’idea e come ti sei sentito a realizzare quest’opera?

Più che un vero e proprio film, si è trattato di una puntata un po’ più lunga rispetto alle solite. Sapevo già come muovermi, dal momento che io interpretavo me stesso, i protagonisti erano sempre gli stessi presenti in”Unti e Bisunti” (il format “on the road” da lui presentato, ndr) quindi per me è stato molto naturale.

Che effetto fa essere considerato lo chef dal superpotere del palato supremo?

Tanti come me hanno comunque questo palato allenato, e questo “superpotere” si sviluppa grazie al fatto di assaggiare molti piatti, quindi diciamo che si allena il palato come se fosse un muscolo, e si impara a riconoscere ogni piccolo sapore come fanno tutti gli chef professionisti.

Sei un appassionato dello street food ed ormai tramite “unti e bisunti” ti sei specializzato nelle migliori piazze d’Italia ad assaggiare e cimentarti in questa arte. Come rispondi a chi definisce, erroneamente, lo street food con l’appellativo di “junk food”?

Innanzitutto, lo street food e lo junk food sono due cose totalmente diverse; comunque io non sono specializzato solo in questo. Purtroppo chi ha seguito il programma ha, erroneamente creduto che io fossi “specializzato” solo in questa tipologia di cucina. ma, in realtà io sto facendo un percorso a tutto tondo, perchè cucino sia nei ristoranti che per strada.

Quali sono i tuoi progetti attuali? Sappiamo che andrai in onda ogni venerdì alle 21.15 sul canale 9 con la tua trasmissione “il Ricco ed il Povero”, ma cosa prevedi per il futuro?

Al momento è in corso di registrazione un programma, che verrà trasmesso poco prima dell’inizio dell’estate, sicuramente tra maggio e giugno, però ho comunque in atto una serie di progetti fuori dal mondo televisivo, come ad esempio delle lezioni di cucina nelle carceri o manifestazioni per sensibilizzare alcune tematiche attraverso il cibo.

Riteniamo che questo progetto di cucinare nelle carceri sia molto interessante, un modo per avvicinare il mondo della cucina al sociale, ce ne parleresti?

La cucina è già sociale in maniera implicita, quindi non credo ci sia bisogno di far avvicinare la gente attraverso degli espedienti. Quella della cucina è una possibilità per me per rompere qualche barriera, sicuramente. Attraverso la cucina, si può cercare di creare un percorso nelle carceri, attraverso anche quei pochi aiuti che riusciamo ad avere, grazie magari ai direttori che ce lo permettono. Il mio obiettivo è proprio quello di rompere queste barriere.

Quindi questo percorso mira a reintegrare nella società una persona che ha commesso degli errori nella vita, rendendola nuovamente un membro attivo?

Sì, ma relativamente, anche perchè ci sono molte persone che sbagliano anche fuori da carcere, non venendo comunque punite. A volte forse si sta davvero meglio dentro piuttosto che fuori.

Davvero una grande personalità, e noi non possiamo fare altro che augurargli un grande in bocca al lupo per i suoi progetti e per la sua carriera.