Lo sviluppo sostenibile come risorsa: Le fattorie didattiche in Puglia

Per definire lo sviluppo e la sua geografia bisogna stabilire a che grado intermedio di complessità/semplificazione si vuole rappresentare la realtà. La nostra geografia sarà quindi quella che riteniamo più efficace per realizzare un tipo di sviluppo desiderabile, ovvero di sviluppo sostenibile, cioè in grado di assicurare buone condizioni di vita agli attuali abitanti del pianeta e ai discendenti“.

F.Boggio, G. Dematteis, M.Memoli, 2008

In questo post, una nuova ricerca, fondata ancora sulla mia tesi di laurea in geografia dello sviluppo, che tocca un fenomeno molto diffuso in Italia, che in Puglia ha trovato una sua giusta collocazione ed ha riqualificato un settore che spesso viene sottovalutato, soprattutto dai più giovani, che lo sentono davvero molto distante da loro: quello dell’agricoltura e dell’allevamento. Come? Istituendo le Fattorie didattiche.

Cosa è una fattoria didattica?

Grazie alle politiche di Sviluppo Rurale, è stato possibile creare questo progetto, che può, oltretutto, portare avanti una conoscenza sia del settore primario, sia della ruralità italiana, nel mio caso della Puglia, per conoscer quanto positivo possa essere l’impatto di una realtà come quella della Fattoria Didattica.

Grazie all’interazione con gli interessati alla vita in masseria, è possibile seguire corsi (di cucina, di ricamo e cucito,ecc.), vivendo a contatto con la natura e con lo stile di vita di chi lavora in questo ambito, oppure trascorrendo semplicemente una giornata a tema, o una full immersion tra coltivazioni, creazione di prodotti agricoli, o addirittura sperimentare l’esperienza di curare un animale. E’ realmente una occasione unica per unire la vita cittadina a quella della campagna, e, soprattutto, per vivere una esperienza turistica tutta nuova e all’insegna della cultura e, perchè no, del divertimento.

In Italia sono molte le strutture esistenti, che offrono anche questa possibilità, ma, le più vicine a me, quelle in Puglia, che ho potuto osservare da vicino, le si possono ritrovare su questo link, che raccoglie l’elenco delle strutture, divise tra le province della Regione.

Credo sia davvero una idea alternativa per un week end “a tutta natura”, soprattutto in questo periodo vicino al Carnevale, in cui si potrebbero anche conoscere ricette popolari di dolci da poter replicare in casa.