La Bella e la Bestia, un salto indietro nel tempo.

Recensione La Bella e la Bestia

Nel film risaltano temi nuovi, non presenti nella versione animata.

Ho apprezzato molto dialoghi e scene legate al passato di Belle e della Bestia. La perdita della madre e la crescita con un unico genitore, sono punti in comune e di connessione tra i due. Viene inoltre sottolineata l’importanza dell’istruzione e spero che ciò non sfugga al giovane pubblico.

Per la presenza di un personaggio omosessuale il film è stato vietato ai minori in Russia ed è stato bandito dalla Malesia. Ma proprio per questa sua caratteristica, Le Tont è un personaggio riuscitissimo. Così come Gaston, ottimamente interpretato da Luke Evans. E quasi quasi, vien da fare il tifo per il cattivo.

Una menzione nettamente positiva la meritano i costumi. Semplicemente stupendi in ogni dettaglio. La sequenza della canzone “Stia con noi” è una gioia per gli occhi. I colori e la computer grafica non fanno affatto rimpiangere il cartone animato. Anzi, se non fosse per le modifiche al testo originale, nelle sale si udrebbe un coro di voci.

Un’attenzione particolare merita la scena dello scioglimento dell’incantesimo e l’introduzione, nella storia, di un personaggio totalmente nuovo: Agata. Questa cosa proprio non la mando giù. Per me, Agata è un personaggio del tutto superficiale. Non solo lo trovo inutile ai fini della storia, ma annienta totalmente la magia di una delle scene più belle e significative del film (e del cartone). Mi fermo qui, altrimenti ci vorrebbe un’intera pagina dedicata a questa scena.

Il film merita sicuramente di essere visto (già il trailer ne da un assaggio). Non merita la promozione a pieni voti, ma tornare nuovamente nel castello incantato è uno spettacolo che non mi sarei persa.