Dichiarazione 2.0

IMG_2650.JPGMi sono detta “sì, è lui”, la prima volta che abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Non una esitazione, non un dubbio. Era lui. E lo era davvero. Mi sono sentita come quando, a volte, dopo aver preferito non cenare pensando di dimagrire, si arriva a mezzanotte con quegli irritanti crampi allo stomaco, quasi da voler mangiare anche un continente se si potesse. Ecco, ad un tratto non l’ho sentita più quella sorta di vuoto. Era come se avesse riempito digiuni di anni, quelli del mio cuore. A volte si pensa che il rischio porti per forza a qualcosa di negativo. Io l’ho fatto, e mi ha portato la gioia più grande che potessi mai sperare nella mia vita. Non un dubbio? Forse sì, quello di essere troppo poco, come sempre quando vedevo che avanti a me si iniziava a materializzare qualcosa di così bello, così grande. Non ho mai avuto troppa considerazione di me, ma lui, lui mi ha fatto sentire perfetta, come se davvero potessi essere nella mia vita il meglio per qualcuno. Ho avuto paura, una paura folle del mio viso, dei miei rotolini, delle mie troppe passioni. Avevo sempre avuto paura a farmi vedere sorridente, perché pensavo che dopo il sorriso, qualcuno avrebbe sempre trovato il modo di farmi piangere. Ed io avevo versato già troppe lacrime in una così breve vita. Eppure no, ho pianto solo pensando a quanto io potessi essere stata fortunata, mi sono ripetuta 10, 100, 1000 volte di lasciar stare, che me ne sarei pentita, e avrei poi dovuto piangere davvero le conseguenze della mia sconsideratezza. Ma non posso farci nulla, è lui, l’ho sentito stavolta, eppure io non sento mai nulla, resisto anche ai dolori dell’emicrania pur di non sentire più alcun tipo di sentimento a pervadere il mio corpo, la mia mente.
Già, forse sarò stupida, sarò la solita stupida che crede nell’infinito. Forse domattina mi sveglierò da sola, con il viso sui libri, perché mi sono addormentata sulla sedia in camera mia studiando. Forse mi renderò conto che davvero una come me non ti possa bastare, che non sono un granché, che sono una come tante altre, anche se tu, per me, sei diventato tutto fuorché “uno” come gli altri. Però di una cosa ne sono certa. Che non avevo mai scritto nulla fino ad oggi pensando a qualcuno, che avevo sempre scritto per sopperire le mancanze che avevo avuto nella mia vita. Che avevo inventato personaggi, situazioni, nelle mie storie, perché non avevo mai davvero avuto qualcuno che meritasse di restare impresso sulla carta, e nel mio cuore. E per me questo qualcuno, sei tu.