Come scrivere un CV efficace: consigli utili.

Scrivere un buon curriculum. Per trovare lavoro, il primo passo è compilare questo pezzo di carta, che solo un pezzo di carta non è. Sì, ma come si fa un cv? È meglio usare il formato europeo o no? Quali dati bisogna inserire? E soprattutto: si può barare? Il curriculum è il biglietto da visita che ci aprirà (o no) le porte di un colloquio in azienda. Per questo motivo niente va sottovalutato o trascurato.

Il curriculum vitae non è un semplice pezzo di carta ma, se scritto in modo efficace e completo, diventa la prova di una coerente integrazione tra percorsi formativi e di istruzione ed esperienze professionali o anche di una conoscenza consapevole delle proprie competenze utili ai contesti di lavoro.

I contenuti, lo stile, la struttura, l’impostazione e le eventuali omissioni presenti nel cv comunicano all’interlocutore le caratteristiche personali e professionali che rispecchiano il vissuto di ognuno. Il curriculum, tuttavia, non è di facile stesura poiché il rischio che si corre è di descrivere un percorso professionale e formativo che non ha “personalità” e non rispecchia quindi nulla del reale bagaglio di competenze, capacità e aspirazioni che la singola persona ha in sé. Facilmente il curriculum diventa una copia sterile di altri migliaia di curriculum con percorsi formativi simili, dati anagrafici assimilabili, “desiderata” preconfezionati. Un documento anonimo che difficilmente cattura l’attenzione del selezionatore. Occorre quindi scriverlo in un’ottica di competenze, cercando di recuperare da ogni evento formativo e professionale, anche apparentemente poco importante, il “saper fare”, le caratteristiche personali e le capacità concrete che si ritiene di aver acquisito o migliorato. Scrivere un curriculum efficace e personale, in grado di raccontare e motivare l’eventuale contributo che la persona saprà offrire nel contesto professionale specifico.

Si parla molto ultimamente delle trasformazioni che il curriculum sta subendo e abbondano su internet e sui social network consigli su come scriverlo, quali parole usare e quali strategie adottare per presentarsi al meglio. Il formato europeo, da più parti, non viene consigliato, se non quando bandi e concorsi a cui si partecipa lo richiedano specificatamente. Questo perché la schematizzazione che il formato europeo propone non consente di fatto la valorizzazione delle competenze che si posseggono.

Il racconto e la descrizione delle proprie competenze non è un esercizio che possa essere racchiuso in un sterile elenco di attività, capacità e nozioni. La competenza, per significato, è una capacità resa operativa grazie a una sua applicazione concreta, una nozione rafforzata alla prova dell’esperienza, una abilità che si trasforma in saper fare specifico.

Proprio per questa sua natura empirica, che è quindi anche di origine cognitiva, ogni competenza posseduta non può essere espressa e raccontata se non in relazione a episodi, esperienze, vissuti che ne hanno reso possibile l’acquisizione, la valorizzazione e la sperimentazione.

In altre parole non è sufficiente affermare che si posseggono competenze comunicative, ma bisogna indicare i contesti, gli episodi formativi o professionali dove queste competenze sono state acquisite.

Per questo motivo quindi un formato così compilativo come quello europeo non è utile, meglio un curriculum personalizzato, graficamente anche originale, sempre provvisto di una foto chiara, professionale e che sia in grado di presentare positivamente il candidato.

Solo in questo modo il curriculum può davvero rappresentare, seppure in parte, la persona che descrive. Ognuno è unico, ha doti e caratteristiche che lo differenziano dagli altri e anche percorsi talvolta apparentemente simili nascondono storie di apprendimento completamente differenti. Ad esempio, nei percorsi di istruzione secondaria superiore, siano essi liceali, tecnici o professionali, si investono ben 5 anni di studio, vita, esperienza e crescita. Questo certamente non può venire riassunto in una riga che recita “Diploma di liceo scientifico, con votazione…” poiché nulla dice di “come” e di “quanto” ci si è formati in un contesto sociale ed educativo come la scuola. Anche altre esperienze, come la partecipazione a gruppi di rappresentanza scolastica, di classe o di istituto o presso associazioni di volontariato ad esempio, consentono in età giovanissima l’acquisizione di competenze e capacità allargate, quali l’ascolto, la sintesi, la leadership, l’organizzazione e la responsabilità sociale.

Le nuove tecnologie hanno avuto un grande impatto sulle modalità di creazione dei cv. Esistono infatti diversi modelli di cv digitale, che per la propria struttura non possono essere stampati e diffusi in modalità cartacea. Si può creare una propria pagina online contenente i dati fondamentali di un cv ma espressi in modo graficamente creativo, superando i limiti statici della carta. Allo stesso modo si sta diffondendo anche la creazione di video cv, nei quali il candidato in pochi minuti si presenta al datore di lavoro raccontando di sé e sfondando la barriera che esiste sempre nel conoscere una persona solamente tramite la carta, e al massimo tramite una fotografia. Il video infatti consente al datore di lavoro di cogliere aspetti della personalità del candidato che difficilmente possono essere messi per iscritto. È chiaro che questa modalità presenta anche molti rischi, se non si è sicuri di quello che un datore di lavoro cerca è possibile ridurre in partenza le proprie possibilità più con un video che con la carta.

Sta prendendo anche piede la moda di utilizzare i social network per costruire i propri cv, in particolare il Twsume via Twitter. Difficile pensare che questi ultimi strumenti possano interamente sostituire il vecchio cv cartaceo, ma sicuramente affiancare ad un cv classico uno innovativo può essere utile per chi voglia tentare una carriera in un ambiente creativo e innovativo, mentre non sempre può aiutare in una impresa classica. Inoltre,  bisogna sempre inserire una foto. La foto è essenziale perché è la prima occasione per personalizzare il proprio curriculum, garantendo con il proprio viso le informazioni inserite. Meglio inserire una foto professionale, che sveli chiaramente il volto. Essenziali anche i propri dati personali, da inserire in alto o in calce al cv, dove siano indicati i contatti telefonici e mail (meglio se professionale ossia nome.cognome). Mai dimenticare un dato che a volte si tende ad ignorare, cioè la propria data di nascita: questa è fondamentale per un datore di lavoro che vuole come prima scelta assumere un giovane, e deve per questo essere tra i primi dati visibili. Inoltre molti non sanno che la data di nascita è fondamentale qualora il selezionatore voglia ricorrere a specifici contratti di lavoro e/o incentivi dedicati ai giovani. Se per esempio l’impresa vuole assumere un giovane con contratto di apprendistato deve sapere se il candidato ha più o meno di 29, come previsto dal contratto.

Segue poi l’importanza dell’indicazione dei propri profili sui social network. Il nome e il cognome devono essere indicati chiaramente e successivamente anche la posizione professionale desiderata, ossia l’indicazione del ruolo e del settore a cui si ambisce. Questa indicazione funge in altri termini da chiave di lettura dl curriculum poiché il racconto della propria storia formativa e professionale dovrà apparire come un percorso coerente svolto per raggiungere l’obiettivo indicato. 

Subito dopo, nell’ordine, c’è la parte legata alla “Istruzione e Formazione”, ricordandosi sempre di iniziare dai titoli e dalle esperienza più recenti. Quando si descrive un percorso scolastico o universitario, è opportuno non limitarsi a indicare la nomenclatura, ma si potrebbero segnalare a grandi linee le materie e gli insegnamenti caratterizzanti il corso, le competenze acquisite e la relazione tra quanto appreso e quanto utile in un futuro contesto lavorativo. Molto apprezzata, da parte dei selezionatori, è l’indicazione da parte degli studenti dell’anno nel quale si prevede di terminare gli studi. Questo consente alle aziende di programmare una eventuale assunzione e mostra anche una capacità di organizzazione e pianificazione da parte del candidato.

Terza parte fondamentale è costituita dalla “Esperienze professionali”, che andranno anche esse raccontate cronologicamente a ritroso (dalla più alla meno recente) e accorpate tra loro se numerose e di breve durata. Le esperienze di lavoro verranno descritte indicando sia le mansioni svolte (cioè cosa si è fatto) che le competenze (cosa si è imparato a fare). Per uno studente è bene evidenziare le connessioni tra esperienze di lavoro e il percorso universitario. Una connessione c’è sempre, anche se le due esperienze possano in apparenza essere distanti (ad esempio: umiltà, rispetto dei colleghi e dei superiori, disciplina).

Passiamo poi alle competenze, che costituiscono la parte che più interessa alle imprese. È bene indicare quindi, nell’ordine, le competenze professionali e tecniche (ossia quelle specificatamente legate a un profilo professionale), quelle linguistiche, comunicative, relazionali e organizzative. Ove possibile occorre precisare le certificazioni che confermano l’acquisizione di tali competenze (specie se informatiche o linguistiche). Se tuttavia non si posseggono le certificazioni linguistiche, può essere utile ricorrere alla scheda per l’autovalutazione Europass (CEFR). Infine vi è uno spazio dedicato agli interessi culturali, agli sport e alle esperienze all’estero. Questa parte del curriculum racchiude in sé una ricchezza e un valore in grado davvero di differenziare una storia da un’altra, puntando su caratteristiche della persona che sono molto apprezzate e utili anche sul luogo di lavoro. In chiusura, si consiglia sempre di segnalare qualche referenza, che vale a certificare quanto raccontato nel curriculum.
La parola chiave del curriculum è di certo “Competenza”. Questo termine indica un utilizzo provato di conoscenze (principi, teorie connessi ad un campo di studi) e abilità in situazioni specifiche di lavoro. Le competenze costituiscono il valore del proprio curriculum, poiché mostrano quale apporto concreto, meglio se descritto per grado di responsabilità e autonomia, possa la persona offrire a un contesto lavorativo specifico. Da non sottovalutare poi le competenze comunicative e relazionali che sono molto ricercate al pari e forse più delle competenze specialistiche o di mestiere. In genere tra dieci persone che sanno fare lo stesso mestiere, l’azienda sceglie sicuramente chi si presenta meglio, chi sa relazionarsi, comunicare, dare senso di affidabilità. In ultimo, è consigliato porre molta cura e attenzione alla sezione in cui si riporta l’indicazione di sport e interessi culturali. Sono importanti per un selezionatore: se bene comunicate, queste informazioni consentono al selezionatore di verificare quanto scritto nel cv e di delineare attitudini e predisposizioni personali preziose nei contesti professionali (ad esempio chi ha praticato sport per anni a un certo livello sicuramente conosce la disciplina e il valore dei sacrifici; la partecipazione a una associazione o attività di volontariato comunica agli altri attitudine all’impegno sociale, attenzione agli altri, senso civico, ecc.).
Il primo basilare presupposto per la scrittura di un curriculum efficace è acquisire consapevolezza di sé e delle proprie caratteristiche personali e competenze. Questa conoscenza è essenziale anche per scegliere il proprio ambito di ricerca professionale e quindi il destinatario della propria candidatura. Definito questo, ovviamente, occorre anche confrontarsi con il mercato esterno e le possibilità concrete di lavoro. Utile a questo fine è svolgere un esercizio di adattamento del proprio cv al singolo annuncio a cui si risponde. Ogni esperienza vissuta, formativa e professionale, potrebbe essere letta da prospettive differenti e in questo modo adattata a specifici settori e ambiti professionali. L’indicazione della posizione professionale a cui si ambisce e le competenze indicate, consentono di rafforzare questo adattamento, poiché permettono di modificare e orientare il proprio profilo avvicinandolo a quello ricercato o richiesto. Un altro utile esercizio consiste sempre di informarsi adeguatamente sull’azienda e sul settore verso sui si indirizza la propria candidatura. Nel caso poi si svolgesse il colloquio con il selezionatore, si potrà mostrare di conoscere l’azienda e di aver raccolto informazioni e dati sulla sua struttura. Di seguito, il barare, inteso come mentire, non rappresenta una strategia vincente. Mai e soprattutto sul lavoro, poiché all’invio efficace di un CV segue sempre un colloquio con il selezionatore durante il quale qualsiasi sovrastruttura creata nel curriculum si confronta con la autenticità della persona e delle sue capacità e caratteristiche individuali. Quindi meglio presentarsi al meglio per quello che si è e si sa fare e concentrarsi a proporre una visione del proprio percorso coerente e consapevole.

Quello che si può fare, piuttosto che mentire, è cercare dentro al proprio vissuto formativo e professionale, specifici eventi, competenze e personalizzazioni che rendono il cv unico ed efficace. Facciamo un esempio, per capire meglio. Nelle aule accademiche, nelle scuole e nei luoghi di lavoro ci sono tantissimi giovani i cui genitori provengono da nazioni, culture e lingue diverse dalla nostra e le cui radici non vengono adeguatamente valorizzate. Ci sono giovani che, nei primi anni della propria vita hanno dovuto cambiare Stato, Paese, scuola, ambiente perché i propri genitori sono arrivati in Italia per poter lavorare. Questa è una ricchezza incredibile, che non deve essere nascosta o dimenticata, ma deve essere posta al centro del proprio curriculum. Le competenze linguistiche non si identificano solo nella conoscenza di una lingua e delle sue regole grammaticali, ma anche con la capacità, preziosa e ricchissima, di interpretare la volontà che c’è dietro a chi parla, la cultura che riempie di significato le espressioni, le parole e gli atteggiamenti. Le competenze linguistiche sono anche queste, e descriverlo non è mentire ma è arricchire un tesoro che una persona possiede ma forse inconsapevolmente non valorizza.

One thought on “Come scrivere un CV efficace: consigli utili.

  1. Infatti sarebbe utile creare un curriculim tipo. Per chi sta all’inizio e non sa proprio da dove iniziare. Dargli le indicazioni concrete. Formato, foto, come scriverlo. Dettagli mirati. 🙂 tipo foglietto illustrativo

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