C.A.I. il centro italiano contro la violenza. Perché se è violenza non è amore.

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CAI: centro antiviolenza italiano, parliamo con Ivana Giudice

  • Quale è l’età media e la  provenienza geografica delle donne che si recano al centro?

Non esiste un’età media per le donne che si rivolgono al nostro centro. Sono giovanissime, di mezza età e di età avanzata. La violenza purtroppo non conosce età. La provenienza geografica è circoscritta alla città di Matera, Potenza e alle relative province, nonche’ alla vicina Puglia. Anche perché quando si tratta di straniere sono sempre donne che vivono nella nostra regione. Una volta mi è capitato il caso di una donna sarda che ha telefonato al nostro centro e che siamo riusciti a supportare mediante ascolto e consulenza legale telefonica.

  • Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento o ad una diminuzione  della violenza sulle donne e i minori?

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento dei casi di violenza su donne e minori.

  • Quale è la condizione economica delle donne che si rivolgono al centro?

La violenza non conosce condizioni economiche, sociali e culturali. La violenza è un fenomeno trasversale che non conosce distinzioni di sorta.

  • Quali sono i progetti in corso e quelli futuri?

I progetti in corso riguardano soprattutto la diffusione della cultura di contrasto alla violenza. Sono rivolti ai giovanissimi e ai cittadini di ogni età, attraverso convegni e gruppi di lavoro. I progetti futuri sono in corso di elaborazione.

  • Le istituzioni vi supportano in modo sufficiente nelle vostre attività?

Relativamente al discorso istituzioni, ringraziamo in particolar modo la Polizia di Stato di Matera, che ci ha permesso di collaborare al progetto “Questo non è amore…”.

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Per ulteriori informazioni in merito al progetto “Questo non è amore” vi lascio il link http://questure.poliziadistato.it/it/Matera/articolo/