BARRIERA CORALLINA: la lenta morte del “capolavoro del mare”

I DANNI DELLA BARRIERA CORALLINA

A proposito di quest’ultimo punto, si sono espressi gli scienziati della James Cook University. Si evince che:

  • Lo sbiancamento dei coralli si verifica quando si intensificano condizioni ambientali anomale, come l’aumento della temperatura. Questo porta i coralli ad espellere piccole alghe fotosintetiche, chiamatr ‘zooxantelle’. La conseguenza è  lo sbiancamento dei coralli. Il colore può essere recuperato se la temperatura si abbassa e le zooxantelle sono in grado di ricolonizzarli, altrimenti il ​​corallo può morire.

 

  • Uno degli autori della ricerca, James Kerry, spiega che «Questa è la quarta volta la Grande Barriera Corallina è sbiancata massicciamente:  nel 1998, 2002, 2016, e ora nel 2017. I coralli sbiancati non sono necessariamente coralli morti, ma nella regione centrale è grave, prevediamo un alto livello di perdita di corallo”.

 

  • Anche  Terry Hughes, direttore del ARC Centre of excellence for coral reef studies, che ha realizzato la indagini aeree sia nel 2016 che nel 2017, si esprime dicendo che  l’impatto di questi sbiancamenti  si è esteso lungo 1.500 km di barriera, lasciando indenne solo il terzo meridionale: «Lo sbiancamento è causato da temperature record  portate dal riscaldamento globale. Quest’anno,  nel 2017, stiamo assistendo a uno sbiancamento di massa, anche senza la presenza di condizioni di El Niño».
corallina
“Ho scattato foto di questa area del Reef per diversi anni e quello a cui assistiamo oggi è senza precedenti. In queste foto quasi il 100 per cento dei coralli è soggetto a sbiancamento, e nessuno sa quanti tra questi torneranno alla condizione precedente. Le alghe stanno già iniziando ad invadere molti dei coralli” ha detto Brett Monroe Garner, biologo marino e fotografo naturalista

 

 

Fonte: http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/danni-senza-precedenti-alla-grande-barriera-corallina-australiana/