In assenza di te, posso solo pensarti

In assenza di te, posso solo pensarti


Ricordo il primo giorno in cui ti ho parlato. Mi sei sembrato la persona più
intelligente del mondo, ero rimasta affascinata da te, dalla tua mente, dai
tuoi occhi, dal fatto che fossi riuscito a farmi sorridere nonostante stessimo
parlando di discorsi più che seri. Ricordo che mi hai fatto sorridere.

E mi hai preso, tanto. Come un turbinio di emozioni in cui davvero non mi ero
mai ritrovata. Ricordo che ho detto a me stessa “non è possibile, non è possibile”,
mentre con la mano posata sul petto, sentivo che il cuore stava sussultando,
batteva fortissimo, e mi sentivo le guance rosse.

Un’ora, è bastata un’ora a togliermi qualsiasi ombra di dubbio su di te, su di noi.
Già, perché il “noi” è arrivato subito, subito dopo aver capito che probabilmente
all’unisono avevamo detto “è lei/è lui”. Ricordo quanto è stato meraviglioso ricevere
il tuo primo messaggio dolce, un messaggio lunghissimo, pieno d’amore, pieno di propositi,
pieno di obiettivi.

E parlavi al plurale, per la prima volta nella mia vita mi sono sentita parte di qualcosa
in cui davvero volessi esserci. Per la prima volta ho sentito che potevo chiudere gli
occhi e sentire la tua presenza anche quando tu non c’eri, quando non ti vedevo, quando
non ti sentivo.

Il primo bacio, quel bacio lunghissimo, sospirato, immaginato, disegnato con le dita
nell’aria, quell’abbraccio infinito, il freddo di quella mattina, ed io che avevo tolto
il cappello perché mi vergognavo a far vedere quanto fossi freddolosa.

E poi, mi sono abituata anche al freddo, perché sapevo che ad ogni brivido che avessi sentito,
avrei ricevuto un tuo abbraccio. E credimi, un tuo abbraccio, anche frettoloso, riesce ogni
volta a compensare tutti i vuoti della mia vita. Perché sei arrivato, sei stato il ciclone
della mia vita, che ha spazzato via tutto, ha spazzato via tutto ciò che di brutto esisteva,
e l’ha reso migliore.

Perché ne abbiamo passate tante insieme, ne abbiamo vissute tant’è insieme, abbiamo vissuto
10anni in un concentrato molecolare di giorni. Perché le abbiamo superate, perché abbiamo
deciso di lottare sempre per noi, perché siamo due, ed in due le forze raddoppiano.
Perché ho deciso che tu sei l’unico, l’ultimo, ed ancora l’unico. Perché per te macinerei
milioni di km a piedi; perché per te trasformerei anche le debolezze in forza; perché per te
è tutto l’amore che ho.

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