Allergia ai pollini: il lato oscuro della primavera è intorno a noi

pollini

“Lo senti, il profumo della primavera?”
“No…etciù, etciù, etciù. La primavera mi provoca allergia”

Nel precedente articolo abbiamo dato una definizione di “allergia” e  illustrato come venga coinvolto il sistema immunitario. In questo articolo parleremo in modo più specifico dell’allergia ai pollini. È una condizione molto diffusa nella popolazione. In Europa si stima una prevalenza del 10-20% , a seconda della regione e del periodo dell’anno.

I sintomi tipici includono:

  • naso che cola e congestione nasale,
  • prurito agli occhi e/o occhi che lacrimano,
  • starnuti,
  • tosse,
  • prurito al naso, sul palato o in gola.

Tra le allergie più diffuse troviamo:

  • graminacee,
  • ambrosia,
  • parietaria,
  • betullacee.

Vi sono individui allergici anche ad altre specie di granuli pollinici, ad esempio Cipresso e Olivo. Il punto chiave è il periodo di fioritura. La stagione delle allergie va da marzo a settembre, con punte in aprile e maggio. La fioritura non è uguale per tutte le specie botaniche, per questo ci viene in aiuto il calendario delle fioriture.

I calendari ci permettono di avere un’idea sulla concentrazione di determinati pollini in un preciso periodo dell’anno e nelle diverse regioni italiane. La rilevazione della concentrazione pollinica è eseguita mediante dei campionatori volumetrici per la cattura dei pollini; ciò consente la quantificazione per metro cubo d’aria.