Aldo Moro: il rapimento e l’omicidio del politico cinquant’anni dopo

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L’ombra lunga delle incertezze sul rapimento del politico italiano
Aldo Moro: il rapimento del politico cinquant'anni dopo

L’omicidio di Aldo Moro rappresenta un trauma, una macchia indelebile nella storia della prima repubblica italiana. Il politico pugliese era membro della costituente ed è stato  guida intellettuale della Democrazia Cristiana per vent’anni. Moro venne rapito nel giorno della presentazione del IV governo Andreotti, il 16 marzo 1978.

L’auto che trasportava il politico venne intercettata tra le vie di Roma da un commando delle Brigate Rosse. Durante l’agguato la scorta venne uccisa a sangue freddo e Aldo Moro rapito e segregato per due mesi. L’omicidio venne compiuto il nove maggio dello stesso anno.

Il cadavere fu ritrovato nella stessa auto in cui è avvenuta l’esecuzione, esattamente a metà strada tra le vecchie sedi romane del PCI e della DC. Durante questo arco di tempo, i rapitori tentarono a più riprese di aprire una trattativa con i vertici dello Stato per uno scambio tra prigionieri. Il Governo, secondo le cronache dell’epoca e alle dichiarazioni rilasciate, si rifiutò sempre di contrattare la liberazione di Moro.

Nel corso degli anni, sono state tante le speculazioni sul reale rapporto tra il Governo e le Brigate Rosse in relazione a quanto avvenuto. Si è anche ipotizzato  che i vertici dei servizi di sicurezza italiani conoscessero l’ubicazione del nascondiglio dei rapitori.