Al cor gentil rempaira sempre il social network: amore 3.0

L’amore ai tempi di Dante e di internet

“Sono arrivati i nuovi Dante”: questa innocua provocazione appare sempre più spesso, ironicamente, sotto i post d’amore di internauti sgrammaticati.

L’asserzione, invero, nasconde molto di più di quanto all’apparenza possa sembrare.  Infatti, paragonare i grandi scrittori della nostra storia con i giovani analfabeti funzionali  è denigrante per la letteratura.

Noi italiani siamo figli proprio di quella lingua che è stata pensata e costruita dai grandi maestri del medioevo, e guardare al modo in cui tale eredità viene bistrattata sui social network dai millennials stessi è, quantomeno, riprovevole.
In quest’articolo  si mostreranno le somiglianze tra la poesia stilnovistica e il romanticismo postmoderno del post su facebook.
Partiamo ad analizzare la prima delle due categorie chiamate in causa, ovvero quella dei poeti stilnovistici.

Dante e Petrarca sono i magni esponenti di questo gruppo di intellettuali che ha trattato l’amore come il più sacro dei vincoli. Beatrice, per Dante, rappresenta quella che, per gli uomini, è la via d’accesso al Paradiso, alla visione stessa di Dio.

Beatrice, come ci viene raccontato nel “Vita nova”, conosce Dante quando quest’ultimo era ancora un bambino. Il   primo incontro maturo  tra Beatrice e Dante risale ai diciotto anni del poeta fiorentino. L’amore per l’erede dei Portinari, maritata poi de’ Bardi, resiste a tutto, perfino al matrimonio con Gemma Donati, avvenuto due anni dopo.

La morte di Beatrice getta il poeta nella disperazione.  Questo stato catatonico avvicina  il Sommo alla filosofia e lo porta, in seguito, alla stesura del “Vita Nova”.  Quest’opera è un prosimetro contenente trentuno liriche e venticinque sonetti. Da quest’opera nascerà l’idea della Divina Commedia, dove Beatrice diventa l’incarnazione dell’ideale di donna che  conosciamo.